Sua Beatitudine Sviatoslav ha condiviso in Vaticano le sfide e le testimonianze delle famiglie ucraine in tempo di guerra

16 ottobre 2026, 11:47 1

Mercoledì 14 ottobre, in Vaticano, la solenne Messa in Piazza San Pietro ha concluso l’incontro dedicato al decimo anniversario della pubblicazione dell’Esortazione Apostolica «Amoris laetitia». Su invito di Papa Leone XIV, all’incontro hanno preso parte circa 250 persone, tra cui i capi delle Chiese Cattoliche Orientali, i presidenti delle conferenze episcopali della Chiesa cattolica di rito latino di diversi Paesi del mondo, rappresentanti della Curia romana e del Collegio cardinalizio, nonché coppie che hanno condiviso le proprie testimonianze.

Sua Beatitudine Sviatoslav ha condiviso in Vaticano le sfide e le testimonianze delle famiglie ucraine in tempo di guerra

All’incontro ha partecipato anche Sua Beatitudine Sviatoslav, Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina. L’Ucraina è stata rappresentata anche da S. E. Mons. Vitaliy Skomarovskyi, Presidente della Conferenza Episcopale della Chiesa cattolica di rito latino in Ucraina.

«Penso che, prima di tutto, sia stata una occasione per rivolgere l’attenzione della Chiesa universale alla pastorale familiare nel mondo contemporaneo. Abbiamo compreso che, indipendentemente da dove viviamo e che ci si trovi in contesti di pace o di guerra, la famiglia soffre allo stesso modo in varie parti del mondo e necessita di attenzione e cura particolari da parte della Chiesa», ha osservato Sua Beatitudine Sviatoslav, tracciando un bilancio dell’incontro.


Secondo il Primate, per la Chiesa greco-cattolica ucraina questo incontro ha rappresentato un’opportunità per far giungere la voce delle famiglie ucraine, ferite dalla guerra, all’intera Chiesa universale. Il Capo della Chiesa ha notato come i partecipanti abbiano manifestato un particolare interesse per l’esperienza ucraina, ponendo numerose domande sulla situazione nel Paese, desiderosi di comprendere quanto più possibile le sfide a cui sono sottoposte le famiglie ucraine.

«La voce della famiglia ucraina, così come la voce della Chiesa ucraina, che custodisce i valori familiari e accompagna le famiglie nelle terribili circostanze della guerra, è risuonata nel mondo intero. Siamo grati a tutti coloro che manifestano la propria solidarietà al popolo ucraino e che sono pronti a tendere la mano in segno di aiuto in queste circostanze così critiche e pericolose», ha sottolineato il Primate.

Durante il suo intervento all’incontro, Sua Beatitudine Sviatoslav ha descritto le sfide a cui è sottoposta la famiglia ucraina in tempo di guerra. Egli ha evidenziato che la maggior parte delle famiglie oggi vive una separazione forzata, condizione che genera ardue sfide per la vita di coppia. Ha condiviso anche come la guerra abbia acuito la crisi demografica in Ucraina.

«Il tasso di natalità in Ucraina oggi è persino inferiore a quello dei Paesi più secolarizzati del mondo. Abbiamo ascoltato i resoconti sulla situazione negli altri Paesi europei, ma in Ucraina, purtroppo, il quadro è ben più tragico», ha dichiarato l’Arcivescovo Maggiore, rimarcando che la famiglia ucraina ha più che mai bisogno di aiuto e sostegno, sia da parte della Chiesa sia da parte dello Stato.

La famiglia ucraina è una famiglia che prega

Una delle testimonianze che ha colpito particolarmente i partecipanti all’incontro è stata la costante preghiera delle famiglie ucraine. Sua Beatitudine Sviatoslav ha raccontato della catena di preghiera che, per il quinto anno consecutivo, ininterrottamente unisce i fedeli nelle parrocchie dell’Ucraina.

«Nel nostro Paese le chiese non chiudono: intere famiglie scelgono il momento per loro più opportuno per pregare. L’Ucraina, in questo periodo doloroso e difficile, prega davvero. Ed è proprio la famiglia ucraina il luogo in cui questa preghiera arde ed è lì che viene coltivata», ha sottolineato Sua Beatitudine Sviatoslav.

Secondo le sue parole, i partecipanti all’incontro hanno potuto scorgere nella preghiera la fonte della forza e della resilienza del popolo ucraino.

«Tale preghiera è la sorgente della nostra forza e della nostra resistenza, di quella forza che il Signore Dio dona al popolo ucraino attraverso la famiglia ucraina», ha rimarcato Sua Beatitudine Sviatoslav.

La famiglia come forza missionaria della Chiesa

Uno dei temi centrali dell’incontro è stata la comprensione della famiglia e dell’amore coniugale come «il Vangelo della famiglia», un’espressione particolarmente cara a Papa Francesco. I partecipanti si sono confrontati sulla famiglia intesa come forza missionaria della Chiesa, poiché le coppie cristiane non solo possono beneficiare del sostegno pastorale, ma sono a loro volta capaci di accompagnare e sostenere altre famiglie.

«Nessuno testimonia la bellezza della coppia cristiana meglio di chi vive tale relazione. Pertanto, la coppia cristiana che vive secondo l’insegnamento della Chiesa e incarna i Comandamenti di Dio nella propria vita è una voce potente per la predicazione del Vangelo», ha osservato l’Arcivescovo Maggiore.

Nel raccontare l’esperienza ucraina, Sua Beatitudine ha sottolineato come, in contesti di guerra, l’amore, la misericordia e il servizio al prossimo diventino una testimonianza speciale della fede cristiana. Questo servizio si manifesta nelle attività di volontariato, nelle iniziative benefiche presso le parrocchie e nell’operato delle strutture religiose nell’ambito dell’assistenza sociale.

«In questi momenti di più grande dolore e sofferenza, quando la famiglia cristiana serve il prossimo manifestando l’amore cristiano, […] rende una vera e autentica testimonianza di fede cristiana, capace di far sì che molte persone si convertano a Dio», ha sottolineato.


Un’altra testimonianza di grande rilevanza fornita dalle famiglie ucraine raccontata da Sua Beatitudine Sviatoslav è l’apertura e l’accoglienza verso le persone che hanno perso la propria casa a causa della guerra. Egli ha evidenziato come, nonostante quasi 13 milioni di ucraini siano stati costretti a lasciare le proprie case, in Ucraina non vi siano campi profughi, poiché queste persone sono state accolte e integrate nella società in altre regioni del Paese.

Secondo il Primate, la disponibilità ad accogliere e sostenere chi si trova in uno stato di bisogno è una delle manifestazioni più alte della testimonianza cristiana e del servizio delle famiglie ucraine.

«Esprimiamo una particolare gratitudine al Santo Padre Leone XIV per la Sua costante attenzione alla pastorale familiare. In linea con il nostro programma pastorale, l’accompagnamento e il sostegno alla famiglia rappresentano una delle priorità fondamentali della vita e del servizio della Chiesa greco-cattolica ucraina», ha concluso Sua Beatitudine Sviatoslav.

Segretariato dell’Arcivescovo Maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina (Roma)

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