Sua Beatitudine Sviatoslav sul Giubileo della speranza: «Abbiamo scoperto le risorse interiori del nostro popolo»

6 gennaio 2026, 19:12 6

«Grazie all’attenzione del Papa alla virtù della speranza, quest’anno siamo riusciti a scoprire le risorse interiori del nostro popolo». Nella trasmissione «Chiesa Aperta», il Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina, Sua Beatitudine Sviatoslav, ha fatto un bilancio del Giubileo 2025, proclamato da Papa Francesco, condividendo al contempo le sue riflessioni sul significato del pontificato del nuovo Successore di San Pietro, Papa Leone XIV, per l’Ucraina, l’Europa e l’intera Chiesa cattolica.

Sua Beatitudine Sviatoslav sul Giubileo della speranza: «Abbiamo scoperto le risorse interiori del nostro popolo»

Parlando del Giubileo, il Primate ha sottolineato che non è stato soltanto una successione di eventi e pellegrinaggi, ma soprattutto un’esperienza spirituale profonda per la Chiesa e per il popolo.

«Spesso ci concentriamo su ciò che ci manca, ma non sempre riconosciamo ciò che abbiamo. La speranza è una risorsa interiore che ci aiuta a ritrovare forze di cui, a volte, nemmeno sospettiamo l’esistenza», ha sottolineato Sua Beatitudine Sviatoslav.

Il Capo a Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina ha inoltre rimarcato che l’accento posto sulla virtù della speranza ha avuto non solo un valore spirituale, ma anche un’importante dimensione sociale e internazionale. Secondo le sue parole, tale aspetto è stato particolarmente evidente nel contesto della nuova dinamica di ministero di Papa Leone XIV.

Sua Beatitudine Sviatoslav ha ricordato il suo primo incontro con Papa Leone XIV, avvenuto il 15 maggio, ancora prima della sua ufficiale intronizzazione.

«È stato un evento molto eloquente. Il Papa ha voluto incontrarmi proprio nel giorno in cui a Istanbul si svolgevano i negoziati tra le delegazioni di Ucraina e Russia. Tale gesto fu carico di significato — non fu solo un atto di attenzione personale, ma anche un segnale chiaro rivolto al mondo intero», ha rimarcato.

Secondo il Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina, Papa Leone XIV fin dall’inizio si è mostrato come un Pontefice che pensa in modo istituzionale e responsabile: «È un Papa dell’istituzione. Ascolta, consulta anche la nostra Chiesa e desidera che le posizioni della Sana Sede siano ponderate e ben meditate».

Sua Beatitudine ha poi richiamato l’attenzione sulla posizione netta del Pontefice riguardo alla guerra in Ucraina. In particolare, ha sottolineato come Papa Leone XIV sia stato il primo, dall’inizio della guerra nel 2014, a menzionare esplicitamente la Costituzione dell’Ucraina come fondamento di qualsiasi decisione internazionale.

«Parlare di pace ignorando la Costituzione ucraina significa negare la soggettività del nostro Stato. Il fatto che il Papa lo abbia affermato apertamente è un segno di enorme importanza», ha sottolineato il Primate.

Non meno significativa, secondo le affermazioni di Sua Beatitudine Sviatoslav, è la posizione del Santo Padre circa il ruolo dell’Europa nella guerra contro l’Ucraina: «Il Papa ha detto con chiarezza che la guerra in Ucraina è una guerra in Europa, e che l’Europa ne porta la responsabilità. Queste parole sono state ascoltate. Ho potuto constatare le reazioni in diversi Paesi, in particolare in Francia. Esse influenzano sensibilmente il clima dell’opinione pubblica», ha osservato.

Concludendo, Sua Beatitudine Sviatoslav ha sottolineato che Papa Leone XIV offre oggi al mondo una visione chiara della pace, lontana da ogni astrazione: «È una pace fondata sulla verità e sulla giustizia. Solo una pace di questo tipo può rispettare la dignità dei popoli ed essere davvero autentica, e non immaginaria».

Segretariato dell’Arcivescovo Maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina (Roma)

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