Videomessaggio del Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina nella 204 ª settimana di guerra su vasta scala, 11 gennaio 2026
Cristo è nato!
Cari fratelli e care sorelle in Cristo!
Questa domenica segna già la 204ª settimana della grande guerra, una guerra con la quale la Russia ha portato un immenso male sulla terra ucraina.
Purtroppo la guerra continua, e la sua crudeltà non fa che intensificarsi. Questa settimana, con ogni probabilità, entrerà nella storia come una settimana di grande dolore e di lacrime per l’Ucraina. È stato un tempo in cui, in tutto il Paese, le temperature sono scese al di sotto dei dieci gradi sotto zero. Allo stesso tempo, il nemico ha continuato instancabilmente ad attaccare le nostre città e i nostri pacifici paesi, danneggiando l’infrastruttura critica. Intere regioni, in particolare quelle di Zaporizhzhya e Dnipropetrovsk, hanno vissuto blackout totali. Intere comunità sono rimaste senza luce e senza riscaldamento.
Nella notte del 9 gennaio, il nemico ha condotto un massiccio attacco contro la nostra capitale, Kyiv, utilizzando diverse tipologie di armi. Molte persone sono morte, decine sono rimaste ferite. Persino la nostra Leopoli, situata vicino ai confini occidentali della Patria, è stata colpita da un missile balistico intercontinentale. Gravi dolori hanno colpito anche Kryvyj Rih, Zaporizhzhya e Odesa.
Oggi vi salutiamo da Cherkasy, la città che è il cuore dell’Ucraina. La regione di Cherkasy è la patria del nostro grande poeta, Taras Shevchenko. Qui, in questa città, abbiamo pregato insieme per il riposo delle anime dei nostri soldati caduti. Accanto a me sono presenti i familiari dei caduti, le loro mogli. La nostra Chiesa abbraccia con particolare cura, amore e attenzione coloro che vivono il lutto e il dolore della perdita dei propri cari.
Nel contesto di questa preghiera condivisa e del dolore comune della guerra, desidero ringraziare in modo speciale i nostri soccorritori, i medici, i manutentori elettrici, che dopo ogni massiccio attacco lanciato con missili e droni ripristinano la fornitura di energia elettrica e di riscaldamento.
È stata particolarmente cinica l’uccisione di un medico a Kyiv, dove i russi, deliberatamente e a distanza di un certo intervallo di tempo, hanno nuovamente bombardato lo stesso complesso residenziale, dove erano già arrivati i soccorritori per salvare vite umane. Uno di loro, rifugiato e profugo interno, è morto sul posto di lavoro, salvando altri. Ringraziamo gli ucraini, i nostri professionisti, che oggi, ciascuno nella propria sfera, lottano per la vita in Ucraina.
Ringrazio inoltre profondamente Papa Leone XIV, che questa settimana, durante l’incontro natalizio con il corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, ha esortato di porre fine immediatamente alla guerra e al conflitto armato in Ucraina.
Desideriamo che la voce dell’Ucraina e delle Chiese ucraine venga ascoltata dai leader religiosi e dai leader delle istituzioni della comunità internazionale, per dire con fermezza «no» al terrorismo russo e fermare la guerra. L’Ucraina resiste. L’Ucraina combatte. L’Ucraina prega.
Questa domenica dopo l’Epifania celebriamo la Domenica della Parola di Dio. Attingiamo nuovamente forza dalla Parola di Dio che ci parla, che respira la luce divina dal cielo attraverso la Sacra Scrittura, attraverso i libri del Vangelo. Ascoltiamo ancora una volta le parole dell’apostolo Paolo: «…non mi vergogno del Vangelo perché esso è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede…» (Rm 1,16).
Durante la mia visita a Cherkasy ho avuto l’opportunità di incontrare il rettorato, il corpo docente e gli studenti dell’Università nazionale «Bohdan Khmelnytsky» di Cherkasy, nonché i rappresentanti delle autorità locali. Ovunque andassi chiedevo: «Come posso servirvi?» E ho ricevuto una risposta davvero unica, che mi ha profondamente commosso.
Come è noto, Cherkasy e la sua regione sono il cuore culturale dell’Ucraina. Abbiamo incontrato i rappresentanti della rete bibliotecaria cittadina e abbiamo appreso che le biblioteche statali continuano a funzionare e che le persone leggono. Il popolo desidera il libro — il libro ucraino.
Nel contesto della decomunistizzazione, quando i fondi bibliotecari si sono liberati dalla letteratura russa ideologica e comunista, si è creata una grave carenza di libri. Per questo oggi, da qui, dalla nostra parrocchia, lancio un appello: «Cherkasy ha bisogno di libri ucraini. Donate un libro ucraino a Cherkasy».
Mi rivolgo alle biblioteche delle città ucraine, alle biblioteche comunitarie della diaspora ucraina nel mondo, ai collezionisti privati: donate i vostri libri a Cherkasy. Oggi il libro può diventare una fonte di resilienza per il nostro popolo, uno spazio in cui le persone possono trarre nuove idee, significati e riflessioni della nostra cultura nazionale, dalla parola ucraina immortale, di cui fu portatore il grande Taras Shevchenko, che riposa qui vicino, a Kaniv.
Qui, nella nostra parrocchia, questa domenica abbiamo aperto e benedetto uno spazio parrocchiale intitolato «Sotto la protezione dell’amore». Qui si sta costruendo la nostra chiesa, che non è ancora completata, ma abbiamo già sistemato il suo sotterraneo come rifugio antiaereo e, allo stesso tempo, come spazio di servizio sociale. Questa domenica lo abbiamo ufficialmente benedetto.
Oggi, qui, preghiamo: Signore, benedici l’Ucraina, benedici il suo popolo, benedici le donne, gli uomini e i bambini che nella preghiera implorano la pace per la nostra martoriata Patria. Dio, benedici il nostro Stato con la forza della Tua Parola e donagli la Tua pace celeste giusta e duratura.
La benedizione di Dio venga su di voi, per mezzo della Sua grazia e misericordia, in ogni tempo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli.
Cristo è nato!







