Videomessaggio del Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina nella 246 ª settimana di guerra su vasta scala, 01 novembre 2026
Sia lodato Gesù Cristo!
Cari fratelli e care sorelle in Cristo!
Questa domenica, primo giorno del nuovo mese, segna già la 246ª settimana di una grande, sanguinosa e terribile guerra. Sulla linea del fronte continuano intensi combattimenti. Ogni giorno riceviamo informazioni sul fatto che sulla linea del fronte vengono neutralizzati un migliaio di militari russi.
Continua a essere versato il sangue nelle nostre città e nei nostri paesi. Ringraziamo il Signore Dio e le Forze Armate ucraine per il fatto che anche questa settimana siamo riusciti a resistere, a sopravvivere, e che la nostra lotta ha portato ancora una volta frutti degni. Allo stesso tempo, questa settimana è stata nuovamente segnata da sangue, dolore e lacrime nelle nostre città e nei nostri villaggi pacifici.
Il mondo intero è stato scosso dal fatto accaduto il 29 ottobre nella nostra gloriosa città di Dnipro. I russi hanno intenzionalmente attaccato la stazione ferroviaria. In seguito a questo attacco sono morte 15 persone e oltre 15 sono rimaste ferite. Tra i feriti vi è un ragazzo di 11 anni.
Tra le vittime vi erano anche i lavoratori della ferrovia che stavano soccorrendo le persone. E il giorno seguente il nemico ha nuovamente sferrato un attacco contro lo stesso luogo: la stazione di Dnipro. Esprimiamo le più profonde condoglianze ai familiari e ai cari dei defunti, e accompagniamo tutti i feriti con la nostra preghiera e il nostro aiuto.
Il nemico continua ad attaccare senza sosta le nostre città e i nostri paesi, distrugge le loro infrastrutture vitali. Questa settimana, la Commissione indipendente delle Nazioni Unite ha qualificato tali azioni sistematiche, attuate dalla Russia a livello statale, come crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Questo perché il terrore di questo tipo diventa parte integrante della politica statale del Paese aggressore.
Questa settimana siamo particolarmente grati per la visita in Ucraina dell’Elemosiniere di Sua Santità, l’Arcivescovo Luis Marín de San Martín. Egli si è recato a Zaporizhzhia, Poltava e Kyiv, trovandosi direttamente nel cuore dei bombardamenti e degli attacchi contro le nostre città e i nostri paesi. Siamo grati che in questo modo Papa Leone XIV desideri abbracciare l’Ucraina con il suo aiuto umanitario. Siamo grati altresì che Mons. Luis abbia incontrato il clero del nostro Esarcato di Kharkiv, che ha particolarmente bisogno di sostegno e di aiuto.
Vogliamo ricordare ancora una volta che l’Ucraina non finisce sulla linea del fronte. Questa settimana ha attirato particolare attenzione l’azione di salvataggio degli abitanti di Oleshky.
Ringraziamo tutti coloro che hanno contribuito alla tregua e all’evacuazione delle persone da questa città martoriata, i cui abitanti soffrivano la fame da molti mesi. Tuttavia, vogliamo ricordare che nei territori occupati ci sono molte altre città come Oleshky. E oggi dobbiamo renderci conto che i nostri fratelli e le nostre sorelle, gli ucraini che si trovano al di là della linea del fronte, sono ucraini esattamente come noi.
Preghiamo in modo particolare per i nostri fratelli e le nostre sorelle nei territori occupati. Desideriamo accogliere a braccia aperte tutti coloro che riusciremo a salvare da Oleshky e aiutarli con tutto ciò che possiamo.
Tuttavia, il mondo deve ricordare le violazioni dei diritti umani nei territori occupati: le torture, le incarcerazioni e le persecuzioni, comprese quelle contro le comunità religiose. A tutti coloro che questa settimana hanno rivolto il proprio sguardo, la propria preghiera e il proprio cuore verso l’Ucraina, desideriamo esprimere il nostro più sincero ringraziamento e proclamare ancora una volta al mondo intero: l’Ucraina resiste! L’Ucraina combatte! L’Ucraina prega!
Questa settimana nella città austriaca di Salisburgo, celebre per aver dato i natali a Wolfgang Amadeus Mozart, si è svolta la consueta Assemblea delle Conferenze Episcopali d’Europa.
I presidenti e i capi degli episcopati dei paesi cattolici d’Europa si sono riuniti per il loro incontro annuale per discutere problemi e questioni di attualità, ed eleggere il nuovo presidente e i suoi due vicepresidenti. È stato particolarmente interessante ascoltare come vive oggi la Chiesa cattolica in Europa e quali nuove crisi e sfide deve affrontare. Il tema principale della discussione è stato il ministero sacerdotale nelle circostanze odierne e la formazione dei seminaristi.
L’attenzione dei vescovi si è concentrata sulla partecipazione delle Chiese particolari (sui iuris) al cammino sinodale della Chiesa universale, in particolare a livello del continente europeo. La nostra Chiesa in tali colloqui e incontri è chiamata a dare una testimonianza speciale di sinodalità nella Chiesa di tradizione orientale. I vescovi hanno ascoltato con grande attenzione la relazione su come la sinodalità nella nostra Chiesa greco-cattolica ucraina possieda una struttura e una forza particolari.
Oggi affermiamo che la nostra sinodalità unisce i laici, i monaci e le monache, i sacerdoti e i vescovi. La Chiesa locale, come corpo ecclesiale, non si limita alla sola partecipazione sinodale dei laici. Noi sosteniamo che la Chiesa particolare deve possedere la pienezza del proprio cammino sinodale.
Pertanto, non si tratta soltanto di persone battezzate. Parliamo di coloro che vivono i Sacramenti del Battesimo, della Crismazione e dell’Eucaristia, dunque sia i laici sia i monaci e le monache. Ma esiste un altro livello di sinodalità della Chiesa locale. Si tratta dell’ordine presbiterale e della collegialità episcopale. Solo quando tutto il corpo si riunisce al Sobor (Assemblea) della propria eparchia o al Sobor Patriarcale di tutta la Chiesa, possiamo consultarci e discutere insieme le questioni importanti. Il Sobor è un organo consultivo, mentre il Sinodo si fonda sulla collegialità episcopale ed è un organo legislativo.
In questo modo, ciò che abbiamo ricevuto come voce consultiva dell’intero corpo della Chiesa diventa legge della nostra Chiesa e ritorna per essere attuato nella nostra vita concreta. È molto importante ricordare che, oltre ai Sobor Patriarcali, nella nostra Chiesa si svolgono anche i Sinodi.
È interessante notare che la prossima settimana, sabato, si terrà la consueta sessione del Forum Patriarcale. Non abbiamo la possibilità, nelle condizioni di guerra, di convocare un Sobor Patriarcale, ma organizziamo i Forum Patriarcali, in particolare in modalità online, per creare l’unità globale della nostra Chiesa particolare. Abbiamo detto che la Chiesa locale per noi non significa limiti geografici. La nostra Chiesa non è tanto «locale» in senso geografico, quanto Chiesa particolare (sui iuris), con una dimensione globale, mondiale e unisce nel suo seno materno l’intera comunità ucraina nel mondo.
Oggi, 1 ° novembre, è il giorno in cui commemoriamo il giusto Metropolita Andrey Sheptytskyi, che nei tempi moderni è il padre della sobornist’ (unità) della nostra Chiesa. Egli è stato un Capo della Chiesa che, tra i primi, ha compreso la propria responsabilità verso i fedeli non solo sul territorio dell’Arcieparchia di Leopoli. Il Metropolita visitava il Canada, gli Stati Uniti, il Brasile, l’Argentina, unendo in questo modo la comunità ucraina mondiale nel seno della propria Chiesa-madre, la Chiesa della nostra tradizione ecclesiale di Kyiv. Ricordiamo in particolare il Metropolita Andrey durante il pellegrinaggio degli ucraini in Italia al celebre santuario di Pompei.
Preghiamo insieme per la nostra Patria, per il nostro popolo ucraino — sia in Ucraina che nella diaspora — e chiediamo la pace per la nostra Patria.
La Madre di Dio, che si è resa celebre per la sua miracolosa icona venerata nella città di Pompei, interceda per noi nei cieli. Dio, ferma la guerra, benedici il martoriato popolo ucraino e donagli una pace giusta e celeste!
La benedizione del Signore venga su di voi, con la Sua grazia e il Suo amore per l’umanità, in ogni tempo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.
Sia lodato Gesù Cristo!







