«Le ferite degli ucraini si moltiplicano ogni giorno»: messaggio di Sua Beatitudine Sviatoslav per la Giornata del Malato

3 maggio 2026, 09:23 11

Il Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina, Sua Beatitudine Sviatoslav, si è rivolto ai fedeli in occasione della Giornata del Malato, che quest’anno in Ucraina si celebra il 3 maggio, nella quarta domenica dopo Pasqua secondo il calendario giuliano. Al centro del messaggio vi sono le sofferenze dei militari e dei civili feriti nel contesto della guerra su vasta scala.  

«Le ferite degli ucraini si moltiplicano ogni giorno»: messaggio di Sua Beatitudine Sviatoslav per la Giornata del Malato

In questa giornata, durante le celebrazioni liturgiche nelle chiese, si legge un passo evangelico dedicato all’uomo che per anni ha atteso la guarigione, vivendo in una condizione di sofferenza prolungata. Nel contesto della guerra, questa ricorrenza assume un significato particolare, poiché le ferite del corpo e dell’anima sono diventate parte dell’esperienza quotidiana di milioni di ucraini.

«Oggi, insieme a tutta la nostra Chiesa, presentiamo al Signore le dolorose ferite dei nostri difensori: i militari feriti al fronte, che hanno perso la salute, gli arti, la capacità di vedere o di udire. I loro corpi portano i segni della guerra, mentre i loro cuori sono spesso segnati da un dolore invisibile, da traumi, ansie, paure e incubi notturni. Accanto a loro vi sono i civili feriti e malati: adulti e bambini, anziani, vittime dei bombardamenti, persone che hanno perso la casa, i propri cari e che ora lottano non solo per la vita, ma anche per preservare la propria dignità umana», ha sottolineato Sua Beatitudine Sviatoslav.

Nel suo messaggio, il Primate ha rivolto un pensiero particolare ai bambini ucraini, che pur non presentando spesso ferite fisiche visibili, portano profonde ferite psicologiche causate dai continui allarmi antiaerei, dalla permanenza nei rifugi, dalla separazione dai genitori, dall’emigrazione forzata e da ricordi traumatici difficili da esprimere a parole.

Allo stesso tempo, ha invitato i fedeli a riconoscere il volto di Cristo sofferente in ogni persona ferita e malata.

Questa giornata, ha ricordato, non richiama soltanto alla compassione, ma anche ad azioni concrete: la preghiera, una visita, una telefonata, una parola gentile o un gesto di sostegno. «Talvolta, per un malato o un ferito, una sola parola sincera, un sorriso o la semplice presenza diventano segno dell’amore di Dio».

«Il nostro servizio alla persona malata non può prescindere da una costante partecipazione alla sofferenza, dalla bontà e dalla dolcezza, dal perdono e dalla solidarietà. Solo una cura duratura e un sostegno continuo possono restituire alla persona malata il dono più prezioso di Dio: la consapevolezza della propria dignità agli occhi del Signore», ha affermato il Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina.

Secondo l’Arcivescovo Maggiore, anche una malattia prolungata può diventare un’esperienza di unione con Cristo, e la debolezza umana può trasformarsi in uno spazio per il bene e per il sostegno reciproco:

«Nell’esempio di Gesù Cristo vediamo che la debolezza umana diventa un’occasione per fare il bene, per farsi carico e aiutare a portare il peso delle sofferenze degli altri, come ha fatto il Salvatore, che ha preso su di sé il peso dei nostri peccati».

Questa domenica il messaggio sarà letto nelle chiese. Durante la Liturgia, inoltre, si pregherà in modo particolare per la guarigione di tutti i malati, nonché per gli operatori sanitari e i cappellani ospedalieri che accompagnano i malati nel loro cammino.

«Desidero fortemente che questo giorno diventi per ciascuno di noi un richiamo alla forza dell’amore, della compassione e del sostegno reciproco. Restiamo vicini gli uni agli altri, portiamo i pesi dei nostri fratelli, non perdiamo la speranza e continuiamo a credere che anche in questo tempo oscuro, il Signore ci guida verso la vita», ha concluso il Primate della Chiesa greco-cattolica ucraina.
Segretariato dell’Arcivescovo Maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina (Roma)

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